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1.943 m
645 m
0
5,1
10
20,58 km

Bisitak 1666, kokapena 46

Nondik gertu Campocatino, Lazio (Italia)

Percorso che si snoda inizialmente sulla dorsale dei monti Ernici, offrendo scenografici panorami, per poi correre giù, verso la selvaggia valle di sant’Onofrio e l’Obaco.

Si è aderito all’invito del nuovo gruppo Campocatino Freebike - Guarcino, che proponevano di effettuare il percorso che dalla piana di Campo Catino scende verso l’Obaco. L’appuntamento è in paese, per le ore 10:00, in tempo utile per salire con la corsa in navetta. Di proposito si arriva in largo anticipo e sfruttando la prima risalita, si và a fare a bombazza, il trail della Gabriella. Tutto fila liscio, come previsto ci si ritrova di nuovo in centro con Francesco e Maurizio due local, insieme ad altri biker. Fatte le presentazioni, si stipano le bici, ma sulla seconda risalita, l’arcaica navetta riserva una sorpresa, un po’ la calura, un po’ il carico, il motore và in ebollizione, costringendo ad una sosta supplementare, ma se ne approfitta per fare un po’ di cagnara!

Itinerario già noto, si intraprende dal piazzale di Campo Catino ed attraversata la conca, in salita su strada bianca sconnessa, si raggiunge una prima sella, dove si trova una vela di cristallo, il cacciavento, breve discesa sempre su ghiaione, per poi affrontare l’altra salita che conduce alla sella tra Peschio delle Cornacchie e monte Pozzotello. Giunti al valico si apre uno scenario mozzafiato, la vista d'insieme è spettacolare, un paesaggio aspro e suggestivo, con scorci sull’Appennino centrale.
Si prosegue scendendo lungo i tornanti a fonte Pozzotello, sempre su fondo smosso con ghiaione, che è una costante. Qui vale la pena soffermarsi ad ascoltare il silenzio.
Continuando a mezza costa, su esile sentiero che man mano si allarga, con fondo sempre smosso e pietre sparse, si scende nella vallata. Dopo la tregua sul tratto prativo, si supera il letto di un torrente con fondo sabbioso ed a spinta si entra nella faggeta. All’inizio l’andamento del single track è ondulato, il fondo diventa terroso, tuttavia vi sono sempre disseminate pietre fisse, smosse e qualche passaggio ostico da superare, migliora andando avanti. Attraversata la pietraia del fosso del diavolo, il sentiero diventa più flow, si percorre il tratto chiamato “ietta rietta”, un lungo e stretto rettifilo con qualche contropendenza, che invoglia alla velocità, ma è bene prestare particolare attenzione a eventuali ostacoli, la parte destra è molto esposta ed un minimo errore non perdona. Si esce infine sulla larga strada forestale dell’Obaco, dove senza difficoltà, in leggera pendenza si giunge a colle dell’Obaco, per intraprendere il tratto finale con una serie di tornanti scoscesi e fondo breccioso, che danno filo da torcere. Usciti sulla strada regionale 411 bitumando si percorrono gli ultimi chilometri per rientrare a Guarcino.

Gran bella mattinata di puro divertimento, giro fantastico, come anche la compagnia dei local di Campocatino Freebike – Guarcino, nuovi amici, che si vuole continuare a frequentare. Al fianco di Francesco si percepisce che è molto legato e nutre un grande rispetto per la sua montagna, ha tante idee e voglia di concretizzarle; Maurizio è un Veterano del mountain biking di Guarcino, ha iniziato a percorrere i sentieri prima ancora che assemblassero le prime vere mtb.

Il tracciato odierno, che dalla piana discende all’Obaco, nonostante sia stato effettuato varie volte in salita, solo ora ha reso l’idea, di quanto sia lungo e faticoso, non che in discesa, sia più facile!
Sommariamente, effettuando il giro in questo verso si privilegia la discesa, è adatto agli amanti dell’Enduro-All Mountain è di livello medio alto, mai smisuratamente tecnico (dipende!), tuttavia tiene sempre con il fiato sospeso. Single track vario, con ostacoli da superare, qualche radice, gradoni, fondo terroso, pietre smosse e tanto tanto ghiaione, che purtroppo a molti non piace, per la brutta sensazione di instabilità e perdita di controllo dell’anteriore che si prova. Pertanto o lo odi o lo ami, ma per cimentarsi, basta avere un minimo di sensibilità e se preso con il giusto feeling è molto divertente, è come surfare!
(19 giugno ’16)

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