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275 m
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11
21
42,69 km

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Nondik gertu: Case Riminino, Lazio (Italia)

Al confine tra Lazio e Toscana dove il selvaggio della natura è ancora la regola, le docili opere dell’uomo di qualche millennio fa si sciolgono pian piano con gli anni, allo scorrere dell’acqua, ed il fischiare del vento e relitti di storia si adagiano nel verde come navi nell’ azzurro fondo del mare.
Senza fretta, presenti con la mente ed il cuore, con rispetto, si può percepire il fluire del tempo, ritrovare se stessi e l’armonia perduta.
Sono queste le sensazioni percorrendo le antiche strade e sentieri, con un “direttore d’orchestra” d’eccezione: Ennio Soldini che da sempre si dedica con amore alla riscoperta e valorizzazione delle terre del Popolo degli Etruschi, con me sono Mimmo e Alberto.
Il giro ad anello di poco più di 40 km è semplice, principalmente su carrarecce e su strada provinciale poco trafficata la parte finale, ma richiede attenzione nelle discese di materiale vulcanico friabile.
Partenza dal parcheggio del castello di Vulci, che si raggiunge dalla via Aurelia uscita Montalto di Castro, una fontanella qui non c’e’ … portarsi l’acqua, poiché al castello si fanno pagare una bottiglietta da mezzo litro 1 Euro… (e relativo inutile utilizzo di plastica)
Da qui costeggia il fiume Fiora che nasce dal Monte Amiata visibile a nord nelle giornate più terse, tra pascoli e bosco, fino all’antico Ponte San Pietro noi invece sul più recente lo possiamo ammirare da lontano, poi lungo il greto del Fiora in breve al Romitorio di San Colombano o di Poggio Conte, un anfiteatro di tufo con perenne stillicidio che ha generato una clessidra gigante, ma il maestoso è intorno a noi e occhieggia dall’alto delle parti, qui in pieno Medo Evo fioriva una comunità monastica come molte altre sorte in antitesi alla deriva morale della Chiesa.
Lasciato a questo posto incantato, si risale la collina verso l’antico borgo di Canino, e a delle invisibili indicazioni a dx si può raggiungere il fosso della Paternale o di sette cannelle per le varie piccole sorgenti che lo generano, manufatti come la via cava ad arco e la grotta paleolitica la dicono lunga sui trascorsi di questa terra ancora integra.
Breve ma intenso il giro volge al termine e prima della lunghissima discesa al km 35 ca all’incrocio con la provinciale 106 Doganella al piazzale della chiesa c’e’ un distributore di acqua freschissima, e di fronte un alimentari.
Tornati all’austero Castello di Vulci ripercorriamo con commenti e sensazioni la giornata attraverso natura e storia.
Grazie tantissimo a Ennio Soldini ci ha accompagnato e narrato le storie del territorio.
Anoa

alimentari e acqua

Bidegunea

castello di vulci parcheggio

Eraikin erlijiosoa

eremo s colombano o poggio conte

Bidegunea

fosso della paternale

Bidegunea

ponte sul fiume fiora

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