Denbora  5 ordu 6 minutu

Koordenatuak 3301

Noiz igoa 16 de agosto de 2016

Noiz egina agosto 2016

-
-
1.495 m
481 m
0
5,9
12
23,45 km

Bisitak 866, kokapena 13

Nondik gertu Ottone, Emilia-Romagna (Italia)

Ottone, comune in provincia di Piacenza, è un borgo ubicato in bella posizione, sulla riva destra del fiume Trebbia, a 492 m sul livello del mare. Il percorso inizia all’ingresso del paese, all’incrocio cola strada per Toveraia. Si inizia subito a salire per la strada asfaltata che, dopo alcuni tornanti, porta velocemente ad una Cappelletta sulla sinistra (570 m) da dove inizia un sentiero in forte salita. Si procede fino a Toveraia di Sopra (694 m). Presso l'ultima casa della frazione, si prende la carrareccia che sale sulla sinistra. Dopo 250 metri circa, facendo attenzione ai segnavia Cerchio Giallo Pieno e segnavia biancorosso N.127, si abbandona la carrareccia per imboccare a sinistra un sentiero poco evidente. Volendo si può proseguire per la carrareccia che si ricongiunge al sentiero in Moglia Piccina. Si sale per un lungo tratto attraverso un bosco misto, fino a raggiungere una vasta zona umida che inizia da Moglia Piccina (922 m) fino a Moglia di Sopra,(1052 m) dove si procede con qualche difficoltà, a causa dei segnavia poco visibili e della vegetazione che sovente ingombra il sentiero a tratti fangoso dopo le piogge. Qui i ruscelli hanno scavato molti canali che si devono attraversare con qualche saliscendi. Il toponimo Moglia deriva dal latino Mollis ed indica un terreno acquitrinoso, molle per l’affiorare di acque sotterranee. Raggiunta finalmente la faggeta, il percorso ritorna più agevole e il sentiero diventa più evidente. Raggiunta una recinzione si percorre ancora un tratto di bosco fino a che il percorso entra in un'area dove affiorano formazioni rocciose senza vegetazione che si attraversa con i segnavia non molto evidenti.
Si prosegue fino ad incontrare una strada forestale che attraversiamo e si continua a salire costeggiando un reticolato fino ad una seconda recinzione oltre la quale si sbuca su un'ampia sterrata. Qui una palina indica col N.129 il percorso da Ottone che risale la sponda destra del Ventra passando per Fabbrica. Si procede verso destra in piano, raggiungendo in pochi minuti un riparo aperto in pietra e legno. Si prosegue, aggirando quella che, a sinistra, è ormai la cima del Monte Dego e, in pochi minuti, si arriva a fianco di un prato con una croce e un sacello dedicato al santo Antonio Gianelli; entrambe le testimonianze sacre sono poste a ricordo di una preesistente chiesetta, di cui ormai si intuiscono solo le linee di fondazione. Per raggiungere l'attuale chiesa sommitale del Dego basta seguire il tornante che aggira il prato e farsi portare a destinazione dal segnavia. (1431 m) Di fronte si apre un panorama vastissimo su tutti i monti del versante sinistro della Val Trébbia, con le cime dei Monti Alfèo e Lésima in primo piano. Sulla sinistra si riconoscono i Monti Montarlone, Roccabruna, Castello Fante e Cáucaso. Una volta ridiscesi al tornante che chiude il prato, si riprende a sinistra col N. 127, il percorso in direzione Sud e si entra nel fitto della vegetazione, iniziando così a costeggiare il Monte Bufalora. (1440 m) Si cammina tra boschi e radure, avvicinandosi all'Oramara, che si erge sempre più imponente davanti a sé. Quando si arriva alla sella scoperta che precede il monte, si abbandona il percorso principale e si prende per un sentiero che piega a sinistra e rientra nel bosco.
Guidati dal segnavia, un Bollino Tondo Giallo e forse ancora il N.127, si aggira il monte continuando nella faggeta, finché la vetta è ormai alle spalle. Si arriva ad un incrocio con un sentiero che, da sinistra col N.131, arriva dall’abitato di Montesoprano e prosegue di fronte in discesa con un largo giro per salire sul Monte. Sulla destra, un altro sentiero, appena accennato, sale ripido contraddistinto da un nuovo segnavia a Triangolo Giallo. Si sale, dunque, per questo viottolo, con tratti affacciati sullo strapiombo e si raggiunge la cima dell'Oramara
Io ho preferito, fare una “verticale” in direzione Sud, tra i faggi e completare l’ultimo tratto tra piante di ottimi lamponi per raggiungere la cima. (1522 m) La montagna è la più alta dello spartiacque di sinistra della Valle d’Aveto. Da questo monte nasce il torrente Gramizzola che sfocia, dopo 9 km, nel fiume Trebbia. Sulla cima a Nord e Nord-Ovest si vedono i Monti Penice (1460 m) e Lesima, (1724 m) ad Ovest il Monte Alfeo (1650 m), a Est i Monti Maggiorasca (1804 m) e Penna. (1735 m)
In direzione Sud Sud-Ovest una traccia scende dapprima esposta sulla cresta e poi ripidamente tra le piante, per rincontrare il percorso abbandonato in precedenza che, nel frattempo, è diventato una larga carrareccia. Percorrendolo in leggera discesa tra i faggi si raggiunge in breve tempo il Rifugio Foppiano (1334 m) Subito dopo, tenendo la destra, la strada sale per iniziare ad aggirare il Monte Montarione (1501 m) fino ad interrompersi e trasformarsi in sentiero che, entrando nel bosco, continua ad aggirare a Nord il monte medesimo. Il sentiero inizia a scendere dapprima nel bosco e poi allo scoperto tra i calanchi offrendo un paesaggio molto suggestivo. Non ci sono segnavia ma il sentiero risulta molto evidente fino all’abitato di Foppiano. Raggiunto quest’ultimo (960 m) una bella mulattiera dapprima in salita e poi in leggera discesa porta direttamente alla strada asfaltata per Rettagliata dove, svoltando a destra, si passa dall’abitato di Croce (580 m) e proseguendo fino alla SP45. Svoltando a destra, dopo circa 1,8 km si raggiunge Ottone. (492 m)
Waypoint

Croce

cima

Monte Dego

Waypoint

Foppiano

foto

Foto

Waypoint

Moglia di Sopra

Waypoint

Moglia Piccina

cima

Monte Bufalora

cima

Monte Oramara

parquing

Ottone

Waypoint

Rettagliata

refugio libre

Rifugio Foppiano

Waypoint

Scoglio del Bianca

Waypoint

Toveraia si Sopra

Kokapenaren inguruko iritzi eta galderak

    Nahi izanezkero edo ibilbide hau