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Noiz igoa 16 de enero de 2017

Noiz egina enero 2017

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Nondik gertu Case Via Provinciale, Emilia-Romagna (Italia)

E' incredibile come abbandonata la Provinciale che da Vignola porta a Bologna ci si trovi improvvisamente come fuori dal mondo, dalla piatta Padania, trafficata e inquinata. Strade secondarie con solo transito locale. Formazioni calanchifere suggestive. Bella la frazione di Oliveto e la chiesetta in località Canonica. Bellissime ville su via Puglie.
da wikipedia
Il territorio di Crespellano è stato abitato fin da epoche preistoriche, come testimoniano i reperti terramaricoli e del Paleolitico rinvenuti a partire dal XVII secolo da Giovanni Gozzadini e altri. La zona fu in séguito interessata dalla presenza dei Galli Boi, per poi a finire nella sfera di influenza romana. Ai Romani si deve tra l'altro il nome con cui oggi è conosciuto il paese: essi denominarono la zona Fundum Crispinianum in quanto assegnata come premio a un generale di nome Crispino.

Sempre ai Romani si devono le due principali vie di comunicazione che delimitano i territori di Crespellano e delle sue frazioni Pragatto e Calcara: le vie consolari Emilia e Claudia (l'attuale Bazzanese). Ma la testimonianza principale di quell'epoca è la centuriazione, modello di gestione del territorio che ricalca il castrum, cioè l'accampamento militare, che a sua volta ha ispirato anche le città romane, tipicamente organizzate su reticoli di strade perpendicolari e parallele. Anche il territorio circostante mostra ancora i segni di questa organizzazione: la centuriazione prevedeva la divisione dei territori agricoli in quadrati di circa metri 700x700. Questa è ancora visibile, ad esempio nella frazione di Calcara: si individuano ancora le linee dei decumani (ad esempio la via Castellaccio, la via S.Lorenzo) e dei cardi (ad esempio la via Cassola, la via Cassoletta).

Non si hanno notizie relative al periodo delle invasioni barbariche: è però noto che nell'800 Crespellano viene donata dal feudatario di Carlo Magno, Orso Guerriero, all'abbazia di Nonantola. Questo consentì a Crespellano di entrare a far parte del grande progetto di bonifica portato avanti dall'Abbazia benedettina: l'intervento permise di trasformare vaste aree originariamente paludose in fruttiferi campi coltivati.

Grazie all'ascesa della produzione agricola, registrata a séguito dell'intervento di bonifica, il territorio di Crespellano divenne uno dei più ambiti della zona, tanto da divenire motivo di contesa tra le città emiliane più potenti dell'epoca. Divenne infine parte dell'immenso feudo di Matilde di Canossa, per poi passare alla sua morte sotto l'egida di Bologna e di seguirne le sorti. Territorio di frontiera tra Modena e Bologna, fu coinvolto fino ai primi anni del XVI secolo nei numerosi scontri che nel Medioevo contrapposero le due città, subendo un grave impoverimento.

Come gli altri territori bolognesi, fu soggetto allo Stato della Chiesa fino all'arrivo delle truppe di Napoleone Bonaparte, che, abbatté istituzioni vecchie di secoli e introdusse il concetto di comune come lo intendiamo oggi. Da qui in poi, Crespellano seguirà le vicende del territorio circostante, dal Risorgimento alla Resistenza.

Il 25 novembre 2012, nel comune di Crespellano si è tenuto il referendum consultivo sulla fusione con i limitrofi comuni di Bazzano, Castello di Serravalle, Monteveglio e Savigno per dare vita ad un comune unico: i cittadini dei cinque comuni si sono espressi in favore della fusione con una maggioranza del 51,5%. Nell'occasione si è anche votato sul nome da dare al futuro comune unico, il nome scelto a maggioranza è stato Valsamoggia[3].
Palazzo Garagnani
Stemma dell'Antica Famiglia Garagnani

A dominare il paese vi è la torre del Palazzo Garagnani. Posto nel cuore dell'abitato di Crespellano, da numerosi autori è ritenuto, in origine, villa di delizie della famiglia Bentivoglio. Dopo la loro cacciata da Bologna nel 1512, divenne proprietà della famiglia senatoria dei Grassi, nemici degli stessi Bentivoglio. Il palazzo Garagnani, che con la sua torre caratterizza verticalmente il profilo di paese, era tradizionalmente chiamato "castello" poiché, data la sua ubicazione, si riteneva fosse stato edificato sul luogo ove anticamente si trovava il castello di Crespellano, inglobandone in parte le originarie strutture. Questa tradizione è stata parzialmente messa in discussione da alcuni studiosi sulla base del confronto con un disegno del 1578 che mostra il palazzo nelle sue sembianze tardo-cinquecentesche, non molto diverse dalle attuali, con la torre già trasformata in colombaia attraverso la realizzazione di tre ordini sovrapposti di arcate a tutto sesto e sul lato sinistro il corpo a due piani a sviluppo orizzontale.

A fine Cinquecento il palazzo di Crespellano era proprietà della famiglia Grassi: vi sono documenti dai quali emerge che nel 1586 Sforza Alessandro Grassi, a quel tempo afflitto da guai con la giustizia, aveva ereditato da poco il palazzo dal padre Agamennone. La struttura, che nel corso dei secoli ha subito vari interventi di trasformazione, nonché pesanti danni a causa dei bombardamenti dell'ultima guerra, nel 1813 è stata acquistata dalla nobile famiglia Garagnani già proprietaria di numerose ville e castelli nella zona di Pragatto, Calcara, Martignone, Muffa e Chiesa Nuova. Proprio in quegli anni la famiglia si divise in due rami: quella dei Marchesi Garagnani con capostipite Raffaele (Raffaello) detti "neri" e seguaci del neonato Regno d'Italia, e i Conti Garagnani con capo Ferdinando, detti "biondi" e rimasti fedeli alla Chiesa e a Pio IX. Internamente il palazzo vede la presenza di una loggia passante al pianterreno che smista i percorsi verso ambienti laterali, nonché di un bello scalone settecentesco a doppia rampa con statue allegoriche sulla balaustra. Diversi ambienti hanno pareti affrescate con scene "alla boschereccia", vedute paesaggistiche e altri motivi, per lo più a carattere allegorico-mitologico, dipinti nel corso dell'Ottocento. La famiglia Garagnani è ancora in parte proprietaria del Palazzo, che, con l'acquisto di una sua porzione da parte dell'Amministrazione Comunale, è stato trasformato nel Centro Culturale Luigi Calanca sede, tra l'altro, della Biblioteca Comunale.
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Via Belvedere + Via Puglie

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Via Ca' Bianca + Via Balcone

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Via Ca' Foscolo

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Via Fratelli Fenara

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Via Pradalbino

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Via Pradalbino + Via Fratelli F

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Via Pradalbino + Strada

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Via Pradalbino 1

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Strada + Via Fossetta

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Via Pradalbino 2

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Via Provinciale + Via Puglie

2 iritzi

  • argazkia Erik De Groot

    Erik De Groot 18-feb-2018

    Ibilbide hau egin dut  Gehiago ikusi

    Percorso bello e facile. Molto adatto per la parte del anno quando i sentieri sono bagnati causa pioggia e/o neve.
    Consiglio di entrare nel borgo di Oliveto (dopo 9,6 km circa) dove ci sono ottime possibilità per sedersi e gustare un pranzo a sacco.

  • argazkia luca berni

    luca berni 19-feb-2018

    Ciao Erik, grazie!

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