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Noiz igoa 20 de febrero de 2021

Noiz egina febrero 2021

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Nondik gertu: Gualtieri, Emilia-Romagna (Italia)

Oggi gita a Gualtieri, nella bassa reggiana, sulle rive del Po. Dopo una visita al borgo, uno dei più belli d'Italia secondo il sito internet omonimo, ci dirigiamo verso ovest in direzione Parma su via Carri. Prendiamo poi sulla destra via Razzoli, alla fine della quale saliamo sull'argine senza fatica ed attraversiamo la strada, dirigendoci verso l'area naturalistica dell'Isola degli Internati. Giunti alla golena del Po, troviamo una zona parcheggio con parecchi pescatori. Teniamo la destra e su strada forestale un po' fangosa andiamo verso nordest, congiungendoci a via Po, dove ritroviamo l'asfalto. Giriamo a sinistra, oltrepassiamo il ristorante la Lumira e prendiamo il ciclopedonale che costeggia la riva sud del Po e va verso il Lido. All'altezza del Crostolo che sfocia nel Po, un ponte in legno permette di arrivare a Lido Po, con possibilità di ristoro e rifornimento viveri. Per il ritorno si ritorna alla Lumira, dove facendo tutto il dritto e asfaltato viale Po si rientra a Gualtieri.
da wikipedia
Posta a 25 km da Reggio (raggiungibile lungo la strada statale 63), a ridosso dell'argine del Po che segna il confine con la Lombardia, Gualtieri è una cittadina di origine medievale che ha subito più volte nei secoli la piaga delle alluvioni (l'ultima, catastrofica, nel 1951, dove l'acqua raggiunse le chiavi di volta delle arcate di Piazza Bentivoglio a metri 3,80 di altezza).

Il paese ha conservato il notevole spazio rinascimentale di Piazza Bentivoglio, quadrato perfetto di 100 metri di lato, con portico su tre lati.
Monumenti e luoghi d'interesse
Collegiata della Madonna della Neve
Architetture religiose

Chiesa di Santa Maria della Neve, costruita su disegno dell'Argenta, ma totalmente distrutta da un'inondazione e ricostruita nel Settecento (all'interno una Crocifissione di Camillo Ricci).
Chiesa di Santa Maria Annunziata, nella frazione Pieve Saliceto.
Chiesa di Santa Vittoria Vergine e Martire, nella frazione di Santa Vittoria.

Architetture civili

Piazza Bentivoglio è stata realizzata dall'architetto ferrarese Giovan Battista Aleotti detto l'Argenta. All'Argenta si deve anche il progetto del massiccio Palazzo Bentivoglio, residenza dei marchesi Bentivoglio di Gualtieri che si affaccia sulla piazza di fronte alla Torre dell'Orologio.

All'interno dell'unica ala del palazzo (che nella sua originale estensione formava un quadrilatero, andato perduto nel corso dei secoli per opere di saccheggio di laterizi con il fine del rafforzamento delle difese idrauliche del paese), rimasta fino ai giorni nostri è possibile ammirare gli affreschi seicenteschi del Badalocchio in particolare nella Sala dei Giganti, le ricche decorazioni, anch'esse seicentesche, della Cappella Bentivoglio; il Teatro settecentesco realizzato da Giovan Battista Fattori è stato riaperto e durante la stagione estiva ospita un cartellone di spettacoli teatrali e musicali.

All’interno del Palazzo Bentivoglio, nella sala di Icaro, è possibile visitare la collezione di quadri appartenuta al sarto teatrale Umberto Tirelli, nativo di Gualtieri, da lui stesso donata al Comune di Gualtieri ed allestita nel 1992. La raccolta è costituita da una cinquantina di opere di artisti amici del sarto, scomparso nel 1990. Si tratta di nomi famosi tra i quali Balthus, Cagli, Casorati, Clerici, De Chirico, Guttuso, Maccari e Manzù. Nella stessa sala è possibile ammirare i costumi di Pier Luigi Pizzi per Enrico IV di Pirandello, indossato dall’attore Romolo Valli e quello di P. Tosi per il film Ludwig di Luchino Visconti indossato dall’attrice Romy Schneider, entrambi provenienti dalla donazione Tirelli Costumi situata a Palazzo Pitti a Firenze.

Il Palazzo ospita il "Museo Documentario e Centro Studi Antonio Ligabue", dedicato alle opere del celebre pittore del Novecento che nacque a Zurigo e visse proprio a Gualtieri.

Ancora degni di nota Piazza Cavallotti, cuore della Gualtieri duecentesca su cui affaccia la monumentale chiesa di Sant'Andrea, e la cinquecentesca chiesa della Concezione in via Cesare Battisti (con pregevole soffitto di legno intagliato)
A 6 km da Gualtieri in direzione di Reggio è il settecentesco Palazzo Greppi, restaurato.

Pittura
Dal 9 agosto 1919 sino alla morte qui visse e operò Antonio Ligabue, pittore e scultore italiano tra i più importanti artisti naif del XX secolo.

Antonio Ligabue nacque a Zurigo, in Svizzera, il 18 dicembre 1899 da Maria Elisabetta Costa, originaria di Cencenighe Agordino (provincia di Belluno, Italia) e venne registrato all'anagrafe con il cognome della madre. Il 18 gennaio 1901 la madre si sposò con Bonfiglio Laccabue, che il 10 marzo successivo riconobbe il bambino dandogli il proprio cognome.[1] Antonio, però, divenuto adulto, preferì essere chiamato Ligabue (presumibilmente per l'odio che nutriva verso Bonfiglio, da lui considerato come l'uxoricida della madre Elisabetta, morta tragicamente nel 1913 insieme a tre fratelli in seguito a un'intossicazione alimentare[2]). Già da piccolo Ligabue non visse mai con la sua vera famiglia: sin dal settembre del 1900, venne affidato a Johannes Valentin Göbel ed Elise Hanselmann, una coppia senza figli di svizzeri tedeschi, che l'artista considerò sempre come i propri genitori; in particolare, con Elise l'artista ebbe un legame profondo, sebbene travagliato.[1]

A causa delle disagiate condizioni economiche e culturali della famiglia adottiva, furono costretti a continui spostamenti dovuti alla precarietà del lavoro. Quindi, l'infanzia del giovane Antonio fu caratterizzata da grandi disagi, ai quali si univano le malattie di cui era affetto (il rachitismo e il gozzo), condizioni che risultarono nella compromissione dello sviluppo fisico, mentale e psichico del futuro artista.[1] Il carattere difficile e le difficoltà negli studi lo portarono a cambiare scuola varie volte: prima a San Gallo, poi a Tablat e infine a Marbach. Da quest'ultimo istituto, tuttavia, venne espulso dopo soli due anni, nel maggio del 1915, per cattiva condotta.[1] Nell'istituto, in ogni caso, Ligabue impara a leggere con una certa velocità, e pur non essendo capace in matematica e in ortografia, trova costante sollievo nel disegno. Ritornato nuovamente dalla famiglia adottiva, si trasferirono successivamente a Staad, dove condusse una vita piuttosto errabonda, lavorando saltuariamente come bracciante agricolo.

Tra il gennaio e l'aprile del 1917, dopo una violenta crisi nervosa, fu ricoverato per la prima volta in un ospedale psichiatrico a Pfäfers. Dimesso, tornò nuovamente dalla famiglia adottiva, trasferitasi a Romanshorn, soggiornandovi però per brevi periodi, alternando i suoi rientri a casa con peregrinazioni senza meta, durante le quali lavorava come contadino o accudiva animali nelle fattorie.[1] Nel 1919, dopo aver aggredito la madre adottiva durante una lite, su denuncia della stessa, venne espulso dalla Svizzera. Venne inviato in Italia e il 9 agosto giunse a Gualtieri, luogo d'origine del padre Bonfiglio Laccabue.[1] Tuttavia, non sapendo una parola di italiano, fuggì nel tentativo di rientrare in Svizzera, ma venne trovato e ricondotto a Gualtieri, dove visse grazie all'aiuto dell'Ospizio di mendicità Carri. Successivamente continuò, come faceva in Svizzera, a praticare una vita nomade, lavorando saltuariamente come manovale o bracciante presso le rive del Po. Proprio in quel periodo incominciò a dipingere. L'espressione artistica, dava sollievo alle sue ansie, mitigava le sue ossessioni e riempiva la sua solitudine.[1]

Ma fu solo nel 1928 che, grazie all'incontro con Renato Marino Mazzacurati, che ne comprese l'arte genuina e gli insegnò l'uso dei colori a olio, Ligabue giunse alla scelta di dedicarsi completamente alla pittura e alla scultura. Nel 1937 .......
Bidegunea

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Ibaia

Fiume Po

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Lido Po

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Torrente Crostolo

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1 iruzkina

  • argazkia leogas

    leogas 12-may-2021

    Ibilbide hau egin dut  Ikusi gehiago

    La bassa reggiana offre vari percorsi di trekking e passeggiate a cavallo, completamente immersi in un bel contesto naturalistico, grazie ad alcune piste ciclo-pedonali 👍

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