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Noiz igoa 5 de julio de 2020

Noiz egina julio 2020

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1.942 m
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18,04 km

Ikusita 172 aldiz, jaitsita 7 aldiz

Nondik gertu: Pracchi, Toscana (Italia)

Percorso spettacolare tra la lucchesia e il modenese vicino alle vette più alte dell’appennino tosco emiliano. Partenza da Col della Piastra (1250 m) (raggiunta passando da Borgo a Mozzano) (la strada asfaltata finisce e inizia una ampia carrareccia sterrata da poter percorrere anche con fuoristrada fino ad un punto indicato con una foto geolocalizzata sul tracciato dove si trova una sbarra). All’andata scegliamo di percorrere il sentiero CAI 16 (il sentiero dei carbonai) che, salendo molto, taglia la strada provinciale. Troviamo il Rifugio Casentini immerso nel bosco chiuso. (Qui c’è anche una fonte). Continuiamo nel bosco, finché la montagna verde a prati e roccia non si staglia davanti. Arriviamo al Casello dei Guardafili (1650 m) dove il sentiero si interseca con la carrareccia. La struttura deve il nome all’addetto a scuotere i cavi per liberarli da ghiaccio. Questo edificio infatti aveva i fili elettrici collegati con una struttura più a monte è una più a valle e furono molto importanti durante la seconda guerra mondiale. La carrareccia che passa da qui era un tempo molto importante.
La strada è conosciuta come la “Strada dei Duchi” o “Via Ducale”; nel 1818 Maria Luisa di Borbone, duchessa di Lucca e Francesco IV, duca di Modena vollero realizzare una grande strada per superare l'Appennino, per poter disporre di un collegamento diretto tra Modena e Lucca senza dover passare dalle dogane del Granducato di Toscana. Proseguiamo di pochi metri in salita fino a Foce al Giovo. Sul valico, una piccola cappella dedicata alla Madonna del Giovo e un singolare tavolo di marmo (poco distante una fontana). Siamo ad un crocevia importante per la viabilità di questi territori, ma il luogo e i dintorni conservano anche tracce e memorie della Linea Gotica.
Da qui in poi è quasi tutto allo scoperto, il sole picchia, anche se il vento fresco non ce ne fa accorgere. Da qui saliamo ancora e poi prendiamo a sinistra per il Monte Rondinaio, incontrando nella valle sottostante il lago Torbido e il Lago Turchino (due piccoli specchi d’acqua che in effetti corrispondono nelle caratteristiche con i loro nomi). Il sentiero sale pian piano e poi rapidamente sui sassi fino allo spiazzo panoramico dove inizia il vero pezzo impegnativo del percorso: la scalata alla cima del monte Rondinaio. Il sentiero è molto ripido, in alcuni punti esposto, a volte formato da scalini di roccia che fanno usare le mani. (Non c’è mai il pericolo di cadere nel vuoto sotto di se quando si usano le mani per aiutarsi; probabilmente è più pericoloso dove si cammina sul sentiero eretti e alla sinistra a due metri c’è il vuoto). La cima ripaga ampiamente la fatica fatta. (1963 m). Scriviamo un ricordo sul diario di vetta, mangiamo e ripartiamo su un sentiero roccioso ampio e non troppo ripido che pian piano ci fa scendere nella valle sottostante, tenendoci il magnifico massiccio del Monte Giovo alla sinistra. Il sentiero prosegue tra i prati erbosi, entrando a volte nel bosco, fino ad arrivare al magico Lago Baccio a 1550 metri, immerso nel bosco e di forma ovale. Il monte Giovo alle sue spalle ci fa sembrare di essere in uno spaghetti western. Ci immergiamo fino alle ginocchia, per poi continuare fino al Lago Santo Modenese (ad 1 km) con sentiero ampio e agevole nel bosco. Questo lago è molto più grande e antropologizzato del primo (sulle sue sponde sorgono rifugi con bar attivi, ci sono tavolini all’aperto su lastricati in pietra, e un bel marciapiede lungo lago che collega i due rifugi (al rifugio il Giovo è presente una fonte dove evitare di pagare l’acqua in bottiglia). Molto bello ma per noi non ha il fascino del Baccio. Facciamo il percorso all’inverso prendendo le indicazioni per il Lago Baccio, ma svoltando prima di giungervi, a sinistra in un facile sentiero che all’interno del bosco ci riporta fino al Casello dei Guardafili. Il sentiero costeggia il rilievo mantenendosi alla stessa quota per quasi tutto il percorso senza troppi dislivelli (attenzione ad un bivio nel bosco un po’ nascosto dove noi stavamo per sbagliare). Il sentiero è facile fino all’ultimo tratto dove poi improvvisamente inizia a salire (percorrendo un breve tratto abbastanza facile in un torrente in secca, e poi tra i prati allo scoperto dove raggiunge una bella pendenza). Sfiniti arriviamo al tabernacolo di Foce al Giovo dove ci riposiamo prima di fare l’ultimo pezzo in discesa (scegliamo di fare l’ampia carrareccia anziché il sentiero; seppur più lunga è percorribile velocemente e con minore le pendenza). Al ritorno in auto consigliamo di fermarsi per rilassarsi per una bevuta al Bar con tavolini fuori che si trova poco dopo il ponte del diavolo (girando sul ponte successivo è subito sulla sinistra) dove il proprietario ci accoglie sempre a braccia aperte con ottimi cocktail, e accanto per una pizza al Ristorante Pizzeria Colto e Mangiato. Ormai fanno parte delle nostre escursioni in quelle zone.
Aterpea

Rifugio Casentini e Sorgente

Argazkia

Foto

Vista
Argazkia

Casello dei guardafili

Iturria

Acqua

Argazkia

Bivio di Foce al Giovo

Ikuspegia

Vista Lago turchino

Argazkia

Foto

Ikuspegia

Vista Lago Torbido

Argazkia

Sentiero di sassi

Ikuspegia

Punto panoramico

Argazkia

Inizio scalata Cima

Ikuspegia

Vista apuane

Gailurra

Monte Rondinaio

Ikuspegia

Vista Monte Giovo

Argazkia

Foto

Argazkia

Foto

Informazio puntua

Ingresso nel bosco

Aintzira

Lago baccio

Aintzira

Lago Baccio

Aintzira

Lago Santo

Argazkia

Foto

Aterpea

Rifugio Giovo

Argazkia

Foto

Argazkia

Sentiero di Ritorno

Argazkia

Sentiero di ritorno

Argazkia

Salita

Argazkia

Bivio di Foce al Giovo

Eraikin erlijiosoa

Cappella Madonna del Giovo

Ikuspegia

Foto

Argazkia

Carrareccia

Argazkia

Foto

Argazkia

Catena x auto

Argazkia

Foto

1 iruzkina

  • argazkia Emanuele Scopigno

    Emanuele Scopigno 06-jul-2020

    Ibilbide hau egin dut  Ikusi gehiago

    Il giro piú bello fatto fino adesso. Ottima descrizione

Nahi izanez gero edo ibilbide hau