Denbora  10 ordu 52 minutu

Koordenatuak 9894

Noiz igoa 21 de agosto de 2018

Noiz egina agosto 2018

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2.671 m
1.176 m
0
4,5
9,0
18,04 km

Bisitak 343, kokapena 6

Nondik gertu Casera Ferrera, Friuli Venezia Giulia (Italia)

La mia guida di riferimento per questa escursione è “101% Vera Montagna una finestra sul gruppo dei Preti Duranno” di Paolo Beltrame; descrizioni perfette della Cengia Alta del Duranno e delle due vie di salita alla cima, ovvero:
  • Via comune di Sartor, Filippin, Martinelli
  • Lungo il canale finale della via originaria di U. Kelso e S. Siorpaes
La prima è una via alpinistica, facile nella scala alpinistica ma sempre alpinistica; la seconda si può ancora far rientrare nell’escursionismo avanzato.
Ho scelto la seconda via (ovviamente visto che propongo tracciati escursionistici) avvicinando l’attacco con percorrenza della cengia in senso antiorario.
Ho scelto il senso antiorario della cengia sia per trovare in salita le maggiori difficoltà dei canalini che per avere solo un breve tratto rimanente da percorrere dopo la salita alla cima del Monte Duranno.
Tornando alla guida: non ero mai stato sul Monte Duranno, non ero mai stato neanche al Rifugio Maniago e dentro la Val Zemola, e se ce l’ho fatta al primo tentativo vuol dire che è una gran guida.

AVVICINAMENTO FINO ALLA FORCELLA DURANNO
Facile-facile fino al Rifugio Maniago; facile fino alla fascia di roccette poco sotto Forcella Duranno; difficoltà media fra le roccette ben segnate CAI.
In discesa dal Rifugio Maniago ho provato a seguire una traccia indicata nelle carte che taglia un po’ rispetto al sentiero CAI 374.
Ho trovato vari vecchi e sbiaditi segni CAI e parecchi ometti, ma soprattutto … una frana che mi ha costretto a un passaggio alquanto fastidioso: avessi saputo della frana avrei evitato la variante.

DALLA FORCELLA DURANNO ALL’ATTACCO DELLA CENGIA ALTA DEL DURANNO
Difficoltà media tranne una roccia inclinata dove ho trovato un cordino (ma ci sono ottimi appigli) e una diagonale in salita fra roccette poco prima di arrivare alla cengia: comunque “niente di particolare” per chi ha in programma cengia e vetta.
Tutto ben segnato da bolli rossi.

CENGIA ALTA DEL MONTE DURANNO
“Rara” cengia che effettua un giro completo intorno a una montagna.
In questo caso disegna un triangolo con i tre vertici a Sud-Est, Nord-Est e Sud-Ovest.
Sicuramente è un’esperienza escursionistica appagante.
Come ho scritto sopra, in senso antiorario si affrontano in salita i due brevi tratti dove bisogna usare le mani “in senso alpinistico” fra passaggi di I° e II° grado.
Ho visto, come segnalato in guida, anelli e chiodi per chi vuole assicurarsi in discesa nel caso della percorrenza in senso orario.
Brevi canalini a parte, la cengia scorre fra bancate ghiaiose di varia larghezza con pochi passi veramente stretti: però è lunga e bisogna spesso “riconcentrarsi” quando si passa da spezzoni relativamente tranquilli ad altri più delicati.
Tutta ben segnalata da bolli e frecce rossi.

SALITA ALLA VETTA DEL MONTE DURANNO PER LA VIA ORIGINARIA KELSO-SIORPAES
Senza “copiare le parole” di Paolo Beltrame, provo a dare la mia visione che è quella di uno che ci è passato per la prima volta.
  • Il waypoint di uscita dalla cengia per il pendio di inizio salita è approssimativo: i primi metri sono interpretabili a piacere e si può uscire un po’ prima o un po’ dopo; tuttavia, siccome poi bisogna tendere verso sinistra per prendere il canalone giusto, se si va oltre bisognerà fare una diagonale di rientro più lunga.
  • La guida di Paolo Beltrame dichiara che non ci sono segnavia, ma in questa prima parte ho trovato due ometti “di buona taglia” (marcati come waypoint) più qualche altro piccolino. Comunque ci si trova di fronte a due canaloni, quello di sinistra ben intagliato e quello di destra molto ostruito da rocce: si va per quello di sinistra. In questa prima parte con attenzione non si scaricano pietre.
  • Entrando nel canalone ben intagliato la pendenza aumenta e la base per i piedi è più instabile. Dopo qualche roccetta non difficile si arriva sotto una gran roccia incastrata che è il passaggio chiave del canalone.
  • Come segnalato nella guida, sulla sinistra della roccia c’è una corda fissa; senza questa il salto di qualche metro sarebbe superabile solo con arrampicata di alto livello: roccia verticale con piccoli appigli stondati e scivolosi. Dalla sosta che sta sopra la roccia comincia il tratto che si fa via via più difficile da gestire per non scaricare pietre verso il basso.
  • Dopo pochi metri e qualche altra facile roccetta, si arriva ad un altro masso incastrato ma che lascia un comodo buco sotto cui passare: oltre questo il fondo del canale diventa proprio infido.
  • Passato il buco c’è una biforcazione: la guida consiglia di andare a destra e sono andato a destra. Non difficile tra il I° e II° grado ma primi metri pessimi sempre per il fondo.
  • Uscita in cresta e pochi metri facili fino a un fondamentale ometto per una deviazione ben evidenziata in guida: si abbandona la cresta verso sinistra per scendere una evidente cengetta. Dopo la breve discesa si risale per roccette un canalino di fronte, e si trova un piccolo ometto a un “tornantone” che sempre in salita riporta verso destra sulla cresta: ultimo tratto di più facile pendenza ma con un passaggio ben esposto e scivoloso da gestire con attenzione specialmente in discesa. Da qui la vetta del Monte Duranno è “nel mirino”.
  • Subito un altro ometto e si segue la cresta fino a scendere sulla testata del gran canalone sud da cui arriva l’altra via di salita di Sartor, Filippin e Martinelli: ometto evidentissimo nella depressione dove si inizia l’attraversamento del “catino”. A dire il vero, all’andata non avevo capito che bisognava stare proprio sul filo di cresta e ho preso una cengetta un po’ in basso a sinistra che mi ha portato comunque al grande ometto sulla depressione. Poi ho guardato indietro e ho capito che era meglio stare sulla cresta, come ho fatto al ritorno.
  • L’attraversamento del catino della testata del canalone sud è delicato perché … è delicato, ma soprattutto perché bisogna pensare anche ad eventuali alpinisti che salgono l’altra via: è molto facile scaricare sassi in questo punto.
  • Fatto l’attraversamento le due vie si riuniscono e portano abbastanza facilmente in vetta per le brevi ghiaie finali con la compagnia di numerosi piccoli ometti.

PERCHÉ VALUTAZIONE COMPLESSIVA PER ESPERTI
Nel mio modo di valutare secondo la “scala Wikiloc” differenzio “molto impegnativo” con “per esperti” solo per frequenza e lunghezza delle massime difficoltà in cui è giusto (sempre a mio giudizio) far rientrare un giro come escursione e non qualcosa di più.
Se i passi di II° grado, o molto esposti o molto scivolosi sono brevi e distanziati rimane “molto impegnativo”, altrimenti diventa “per esperti”.
La salita alla vetta del Monte Duranno (per questa via di oggi) non è “mostruosa”, ma presuppone concentrazione continua e per lungo tempo.
Senza salita alla vetta avrei giudicato “molto impegnativo”.

Da programmare solo con meteo perfetto.
Come sempre in questo tipo di tracciati il GPS ha dei “mancamenti di segnale” e ho dovuto raddrizzare manualmente e approssimativamente qualche linea, ma come sempre il GPS non serve per la valutazione metro per metro di cenge, canaloni e creste.


IL DISLIVELLO DI SALITA/DISCESA, IN QUESTA VERSIONE DELL’ESCURSIONE, CALCOLATO CON “Garmin BaseCamp” – E CON ALTIMETRO A PRESSIONE – È DI CIRCA 1.850 METRI, ED È QUELLO GIUSTO.
QUANDO CI SONO DI MEZZO CENGE/CRESTE/GOLE CHE SCORRONO AI BORDI DI GRAN DISLIVELLI, WIKILOC RICALCOLA SEMPRE IN MODO MOLTO ABBONDANTE PERCHÉ, PROBABILMENTE, FISSA LE QUOTE SULLA BASE DELLE PROPRIE MAPPE SOVRAPPONENDOCI LA TRACCIA DEL GPS CHE NON È CERTAMENTE PERFETTA: IN CENGIA/CRESTA/GOLA ANCHE UNO SCARTO LATERALE DI 3/5 METRI PUÒ DARE ORIGINE A QUOTE NOTEVOLMENTE DIVERSE SE RICALCOLATE SU ALTRE MAPPE.
NON SONO PIÙ DI 2.200 METRI COME INDICATO NEL SITO.
Attenzione alle ultime due foto di questo waypoint che fanno intuire i problemi di neve che si possono incontrare 15 minuti dopo.
In questo waypoint raccolgo varie foto di percorrenza del canalone successivo perché al suo interno non è possibile marcare dei waypoint affidabili per problemi di ricezione satellitare del GPS.
In questo waypoint raccolgo varie foto di percorrenza della seconda metà del canalone precedente perché al suo interno non è possibile marcare dei waypoint affidabili per problemi di ricezione satellitare del GPS.
In questo waypoint ho raccolto le varie foto dell'ultima parte del Giro Antiorario della Cengia del Monte Duranno.
Questa è peggio di quanto sembra dalle foto.

1 komentario

  • Hate92 12-sep-2018

    Il Duranno è il mio sogno, un giorno lo farò. Grazie mille per questa recensione approfondita

Nahi izanezkero edo ibilbide hau