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Koordenatuak 117

Noiz igoa 18 de octubre de 2020

Noiz egina octubre 2020

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1.360 m
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Ikusita 294 aldiz, jaitsita 8 aldiz

Nondik gertu: Colonnata, Toscana (Italia)

Escursione di quasi 7 km per quasi 900 metri di dislivello molto bella riservata però ad escursionisti che sanno muoversi su terreno infido ed esposto e che consiglio di fare in giorno festivo per evitare di passare dentro le cave quando sono attive.
Consiglio inoltre di evitare il giro se ha piovuto il giorno prima o se il meteo è incerto perché, specialmente la cresta nord (meno battuta dal Sole), con rocce bagnate è pericolosa da percorrere.
Si parte dal casotto in muratura sulla strada di cava all’inizio del Fosso del Canalone molto vicini al paese di Colonnata famoso per il lardo e per l’estrazione del marmo che in questa zona apuana specialmente ha devastato quello che in passato era senz’altro un bellissimo ambiente.
Anche ora lo è ma per vederlo bisogna salire perché la base di queste montagne, compresa quella del Monte Maggiore, è stata divorata dall’attività estrattiva senza leggi che pongano dei limiti e politiche ambientali che abbiano un briciolo di sensibilità.
Lasciata l’auto si percorre la strada di cava andando ad un certo punto a sinistra passando da alcune cave (Pizzagallo e Ravalunga – Tagliatella).
Bisogna raggiungere un rudere visibile già dal basso (rudere della Spolverina); arrivati presso dei containers la strada termina dove ci sono dei blocchi in marmo quindi si oltrepassano e si sale un breve tratto su terreno fortemente franoso fino a giungere ad una vecchia via di lizza che passa vicina al prima citato rudere.
Si fanno un paio di tornanti di questa via di lizza dopo di che si prende a sinistra un canaletto ripido e con terreno franoso dove una vecchia corda fissa aiuta a salire per non perdere aderenza sul terreno specie se è umido come oggi.
Arrivati in cima siamo all’attacco della cresta est del Maggiore che inizialmente è a dire il vero orientata verso sud /est.
La prima parte di cresta presenta subito un risalto ripido, stretto e molto esposto; volendo percorrere la cresta integralmente ho deciso di andare dritto per dritto ma le difficoltà sono elevate specialmente per la roccia che rimane in mano da nulla e perché i primi 15 / 20 metri di questa cresta è molto affilata ed esposta.
Ma avendola ormai salita era ancora più pericoloso se avessi deciso di tornare indietro. Sconsiglio di salirla direttamente e siccome ho visto solo dopo che c’è la possibilità di aggirare questo tratto iniziale da sinistra con molta attenzione è più saggio decidere per questa opzione rispetto alla mia che non ripeterei.
Superato questo tratto pericoloso fatto praticamente a cavalcioni si prosegue seguendo il filo su roccia sempre rotta e si percorre un tratto orizzontale più facile ma sempre stretto ed esposto e dopo un tratto più ripido dove la cresta si impenna ma, essendo più larga, più semplice.
Il grado di difficoltà di questo tratto ripido non supera mai il 1 grado a parte un passaggio di 2° ma la roccia va sempre testata molto attentamente!.
Al termine della salita si raggiunge una selletta e poi un altro tratto ripido con passaggi non obbligati.
Successivamente la cresta piega verso sinistra e la direzione guarda ora verso est; adesso siamo in linea con la cima centrale del Maggiore (che è la più alta) e la cresta da ora in poi man mano che si sale diviene sempre più facile.
La si percorre inizialmente in leggera esposizione e poi sempre più facilmente fino alla cima del Maggiore che è segnata da un mucchio di sassi…prima era presente anche una piccola croce in legno ma adesso non c’è più.
La discesa avviene dalla cresta nord che condurrebbe al Monte La Faggiola. Non c’è nessuna traccia e nessun segno anche se questa è considerata come la via normale al Maggiore.
Va percorsa con molta cautela perché sono diversi i tratti da fare in discesa seguendo il filo che in alcuni punti è stretto; essendo piovuto ieri le rocce, che oltretutto non sono molto battute dal Sole essendo rivolte a nord, erano bagnate e scivolose quindi è meglio percorrerla in estate con tempo stabile.
Si percorre la cresta in discesa alternata a qualche facile salita evitando ad un certo punto un pericoloso risalto che va aggirato da sinistra scendendo leggermente dopo di che si prosegue fino alla Foce del Giacchetto da dove passa il CAI 172 proprio nel punto in cui, se si procedesse avanti, si salirebbe sulla Faggiola.
Arrivati invece al CAI 172 si scende subito a sinistra un breve tratto abbastanza ripido su terreno franoso specie nella parte bassa fino a giungere all’imbocco della galleria dei Vallini del Sagro.
Si percorre la galleria per una cinquantina di metri e visto che la parte centrale è nel buio completo meglio avere con se una lampada frontale. Usciti dalla galleria ci si trova su una vecchia via di lizza che si segue passando da vecchie cave fino a entrare nel grande ravaneto del Fosso dei Maggi.
Si scende il ravaneto con attenzione perché fortemente instabile e abbastanza ripido fino ad arrivare alla strada di cava e che si segue superando le cave di Alba Ventura fino al punto di partenza.
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Partenza / Arrivo

Dal Fosso del Canalone si inizia da qui a salire la via di cava che passa dalle cave Ravalunga e Pizzagallo - Tagliatella
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Bivio

A questo punto si segue la via di cava andando a sinistra. E' qui che si chiuderà l'anello di questa escursione
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Sulla strada di cava

La salita fatta fino a questo punto
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Sulla strada di cava

L'ambiente è molto bello ma rovinato dalle cave che stanno divorando la base del Monte Maggiore
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Sulla strada di cava - Il rudere della Spolverina

Seguendo la strada di cava bisogna avvicinarsi al rudere della Spolverina indicato nella foto con una freccia rossa
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Sulla strada di cava - verso l'attacco della cresta est

Si passerà vicino al rudere che si trova poco sotto la cresta est che andrà risalita
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Rudere della Spolverina

Il rudere della Spolverina
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Salita all' attacco cresta est

Terminata la via di cava superati dei blocchi di marmo si sale su terreno franoso e si raggiunge una vecchia via di cava. Dopo si risale e si raggiunge la cresta est. Nell'ultima parte prima di raggiungere la cresta è presente una vecchia corda fissa che aiuta a non perdere aderenza sul terreno.
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Inizio cresta est

La prima parte di cresta è esposta, stretta e costituita da rocce molto instabili. L'ho salita direttamente accorgendomi dopo che volendo si può aggirare da sinistra facendo molta attenzione. Facendo cosi forse le difficoltà si riducono di molto
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Cresta est Maggiore

La prima parte di cresta risalita, quella più pericolosa.
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Cresta est Maggiore

Superata la prima parte più difficile ne segue una sempre esposta ma più facile sempre su terreno instabile. Successivamente la cresta si impenna anche se le difficoltà non superano mai il 1+ ed è presente solo un passaggio di 2 grado
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Cresta est Maggiore

La cresta finora risalita
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Cresta est Maggiore

Ancora una foto alla cresta finora risalita
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Cresta est Maggiore

La cresta sud est del Maggiore
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Cresta est Maggiore

Il Monte Faggiola a sinistra e lo Spallone a destra
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Cresta est Maggiore

Ancora foto sulla cresta finora risalita
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Cresta est Maggiore

Finora la direzione della cresta guardava più verso sud a dire il vero ma poi piega a sinistra ed è rivolta ad est. Nella foto bella immagine sul Monte Maggiore. Da ora in poi la cresta è uniforme e più facile
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Cresta est Maggiore

Oltre alla Faggiola e allo Spallone adesso è visibile pure il Sagro
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Cresta est Maggiore

Da destra a sinistra tutta la cresta percorsa
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Vetta Monte Maggiore (1390 metri)

Dalla vetta il mare, la cresta nord del Maggiore che porta alla Faggiola, lo Spallone il Sagro i principali monti apuani e il vicino Monte Borla
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Inizio cresta nord Maggiore

Si scende dalla cresta nord con molta cautela specie se le rocce sono bagnate. Bisogna raggiungere la Foce del Giacchetto che si trova alla base della Faggiola (freccia rossa)
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Cresta nord Maggiore

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Cresta nord Maggiore

La cresta finora discesa. La cima del Maggiore da qui non è visibile
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Cresta nord Maggiore

In alcuni punti la discesa si svolge su cresta molto inclinata, stretta ed esposta
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Cresta nord Maggiore

La cima del Maggiore e tutta la cresta finora percorsa
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Cresta nord Maggiore - punto pericoloso

Arrivati qui non si può procedere per la presenza di un risalto impossibile da superare. Si aggira scendendo leggermente a sinistra
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Cresta nord Maggiore - risalto pericoloso aggirato

Il pericoloso risalto appena aggirato
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Cresta nord Maggiore

Da sinistra: Il Maggiore, la cresta percorsa e il risalto aggirato
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Cresta nord Maggiore

Arrivati al CAI 172 (segno blu in foto) si piega a sinistra uscendo cosi dalla cresta poco prima della risalita per la cima della Faggiola
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Foce del Giacchetto - CAI 172

Raggiunto alla Foce del Giacchetto il CAI 172 che passa sotto la Faggiola si esce piegando a sinistra e si scende il pendio fino a raggiungere la galleria dei Vallini del Sagro
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Inizio galleria Vallini del Sagro

Arrivati al CAI 179 (segno blu in foto) si piega a sinistra uscendo cosi dalla cresta poco prima della risalita per la cima della Faggiola
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Fine galleria Vallini del Sagro

Usciti si raggiunge la vecchia lizza che attraversa alcune cave dismesse
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cava

Vecchia cava
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Entrata nel Fosso dei Maggi

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Fosso dei Maggi

Si scende il ripido e instabile ravaneto del Fosso dei Maggi per poi raggiungere le cave di Alba Ventura al Fosso del Canalone
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Strada di cava

1 iruzkina

  • argazkia Diegone Apuanos

    Diegone Apuanos 18-oct-2020

    È un giro che ho adocchiato anch'io guardando dei video su youtube, ma lo voglio fare in primavera con tempo buono

Nahi izanez gero edo ibilbide hau