Jaitsi

Desnibel positiboa

1.006 m

Zailtasun maila

Adituentzako bakarrik

Desnibel negatiboa

1.006 m

Gehieneko garaiera

1.807 m

Trailrank

32

Gutxieneko garaiera

1.082 m

Ibilbide mota

Zirkularrak
  • argazkia Pizzo d'Uccello per versante SE e Cresta di Capradossa; Punta Garnerone S e Monte Grondilice per la Valle dell'Asino
  • argazkia Pizzo d'Uccello per versante SE e Cresta di Capradossa; Punta Garnerone S e Monte Grondilice per la Valle dell'Asino
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  • argazkia Pizzo d'Uccello per versante SE e Cresta di Capradossa; Punta Garnerone S e Monte Grondilice per la Valle dell'Asino
  • argazkia Pizzo d'Uccello per versante SE e Cresta di Capradossa; Punta Garnerone S e Monte Grondilice per la Valle dell'Asino

Iraupena

7 ordu 40 minutu

Koordenatuak

1925

Noiz igoa

27 de septiembre de 2020

Noiz egina

septiembre 2020
Izan zaitez lehena txalotzen
Elkarbanatu
-
-
1.807 m
1.082 m
10,48 km

Ikusita 36 aldiz, jaitsita 1 aldiz

Nondik gertu: Vinca, Toscana (Italia)

Percorso rivolto a escursionisti esperti che permette di concatenare due delle vette più importanti delle Apuane per vie poco frequentate e di aggiungere una bella cima secondaria con una piccola deviazione. Le due salite sono ovviamente affrontabili anche separatamente.
La salita al Pizzo d'Uccello per il versante SE non presenta difficoltà particolari per chi sia avvezzo al terreno apuano (anzi a livello puramente tecnico risulta più facile della normale), mentre la percorrenza integrale della cresta NO del Grondilice presenta difficoltà su roccia ed esposizione più rilevanti che limitano il percorso ai soli escursionisti molto esperti.
Per salire il versante SE del Pizzo d'Uccello si parte dalla evidente traccia segnata non ufficiale che porta da Foce Siggioli all'attacco della via normale per il Ripiano di Capradossa. Avendo già percorso due volte la parte inferiore della Cresta di Capradossa io ho preferito salire più in breve dal Rifugio Donegani direttamente alla Foce del Giovetto e poi percorrere in senso inverso la parte iniziale di tale traccia, scendendo leggermente dall'attacco della via normale del Pizzo. In corrispondenza di un ghiaione all'uscita di un canale (il secondo che si incontra procedendo in questo senso) si abbandona la traccia e si risalgono per qualche metro le scomode ghiaie trovando subito dopo terreno solido in un gruppetto di alberi da cui seguendo una vaga traccia si entra nel canale, abbastanza solido e privo di particolari difficoltà, che si risale per alcune decine di metri. In prossimità della testata si può uscire a sinistra, riportandosi sulla normale, oppure a destra dove una ampia e facile rampa di paleo traversa verso il filo della parte terminale della Cresta di Capradossa. La rampa si fà più stretta e meno agevole in prossimità della Cresta. Raggiuntala si segue il facile filo di cresta in ambiente orrido e spettacolare che si affaccia direttamente sul Canale dei Genovesi e si giunge all'anticima S del Pizzo d'Uccello da cui in breve si arriva in vetta.
Si riscende al Giovetto per la ben segnata e molto frequentata via normale, che presenta numerosi passaggi rocciosi fra cui uno (non esposto) che rasenta il II grado. Da qui il sentiero CAI 181 porta per vari saliscendi a Foce Giovo da cui si può riscendere al parcheggio oppure proseguire per altre mete. Io ho imboccato il sentiero 179, caratteristica e comoda mulattiera che porta quasi in falsopiano verso l'Orto di Donna percorrendo il versante orientale della Cresta Garnerone. La seconda parte di questo versante è detta la Valle dell'Asino e costituisce un ampio anfiteatro, boscoso in basso e pietroso in alto, compreso fra le vette del Grondilice e del Gobbo.
Facendo un po' di attenzione in questo tratto si nota un ometto sulla destra che indica dove si può lasciare il sentiero CAI e seguire una traccia inizialmente abbastanza evidente e ben segnata con ometti che sale in diagonale nel bosco. Raggiunto un aperto costone secondario la traccia, che si è fatta più vaga, lo risale fino a una piccola fascia rocciosa. Io a questo punto ho seguito altri ometti che mi hanno condotto ad aggirare la fascia a sinistra, ho visto poi che questi ometti non conducevano verso la Foce Garnerone ma direttamente verso la parete del Grondilice, si tratta probabilmente di ometti lasciati da alpinisti per segnare l'attacco della Fessura Malerba. Comunque traversando in falsopiano su terreno aperto e pietroso sono tornato senza difficoltà sulla linea di salita per la Foce nella Valle dell'Asino, in quest'ultimo tratto segnata solo con piccoli e radi ometti e senza nessuna traccia sul terreno ma che comunque non presenta difficoltà tecniche o di orientamento e può essere navigata a vista.
La bella Foce segna convenzionalmente la fine del tratto alpinistico della Cresta Garnerone, iniziata da Foce Giovo, e l'inizio della cresta NO del Grondilice.
Immediatamente a S si trova la più meridionale e più alta delle tre Punte Garnerone, che val bene una deviazione per la sua divertente via normale. Si ignora una traccia che sembra portare ad aggirare la cima in versante Vinca e ci si dirige direttamente verso la vetta, per una parete rocciosa di 20 m a primo sguardo repulsiva ma che si rivela facilmente superabile per un diedro solido e gradinato appena a sinistra del filo di cresta (I). Si arriva così a un ripiano in cresta (presente sosta) da cui per qualche ultimo metro di paretina un po' più impegnativa sempre a sinistra del filo (I+, si può passare con minori difficoltà ma in grande esposizione anche sul filo di cresta) si arriva sulla bella e ampia vetta priva di indicazioni (1739 m), ingiustamente poco frequentata dagli escursionisti nonostante le limitate difficoltà.
Tornati alla Foce Garnerone per la via di salita si procede adesso lungo la cresta NO del Grondilice, inizialmente su facile traccia nel paleo che porta però presto a una stretta selletta dove si trova il passaggio chiave del giro, uno spigolo roccioso di 3-4 m assolutamente non aggirabile che presenta difficoltà di II in moderata esposizione (presente chiodo per fare eventuale sicura). Dopo lo spigolo le difficoltà si abbattono e si arriva per roccette alla quota 1770 della cresta, da cui si scende brevemente a una sella da cui giunge un facile canale in versante Vinca proveniente dall'uscita della Cengia Garnerone. Da qui la cresta porta con vari saliscendi con passaggi rocciosi non sempre banali e a volte esposti (I-I+) fino alla vetta del Grondilice (1809 m) , da cui si scende per la bollinata e friabile via normale alla Finestra del Grondilice. Dalla Finestra si scende rapidamente per il sentiero 186 fino al Rifugio Orto di Donna, da cui si può tornare al parcheggio per la strada marmifera o per il boscoso sentiero 180.

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