Iraupena  4 ordu 34 minutu

Koordenatuak 186

Noiz igoa 9 de abril de 2021

Noiz egina abril 2021

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905 m
404 m
0
2,2
4,4
8,83 km

Ikusita 76 aldiz, jaitsita 2 aldiz

Nondik gertu: Grotte, Toscana (Italia)

Il Balzo della Colonnetta è una doppia cima della Val di Lima la cui quota più alta è di 939 metri mentre l' altra, di poco più bassa, è alta 931 metri. L'accesso alle due cime è facile e agevole dal sentiero proveniente da Tanabetti (che in questa gita abbiamo percorso in discesa) e che arriva alla sella che separa le due cime mentre tutti gli altri versanti sono parecchio scoscesi. L'escursione qui proposta risale la cima più alta (quella nord) dal ripidissimo versante ovest chiamato ancora oggi Lezza Menne (nome che risale almeno al 1762 e che figura nelle mappe catastali lorenesi) e più precisamente dalla cresta ovest.
L'idea mia iniziale era quella di salire a dritto il versante ovest per poi giungere alla sella che separa le due cime ma poi la mia compagna di montagna Melania sul posto ha avuto l'idea di salire la cresta; idea ottima perchè ha reso il giro ancora più interessante, avventuroso e originale.
L'escursione proposta non presenta particolari difficoltà ma la salita della cresta pur non impossibile è delicata e riservata a escursionisti esperti abituati a muoversi su terreni molto ripidi e su roccia non sempre stabile.
Il giro inoltre non presenta particolari problemi di orientamento a parte il tratto che va da quando si raggiunge il Fosso dei Tanabetti a poco oltre la grotta del Dordoio.
Si parte, venendo da Lucca, da poco dopo Tana Termini all'altezza della cava sotto Lucchio parcheggiando l'auto sulla SS12 o entrando nello sterrato a sinistra (fondo sconnesso).
Si risale lo sterrato che senza mai essere troppo ripido arriva alla sella di Renicci; da questo punto (bella vista sul Balzo Nero, Balzo Rosso e Balzo della Colonnetta) si va a sinistra e subito a destra in discesa (indicazione per Vico) su quello che è chiamato "sentiero di San Bartolomeo".
Il sentiero che scende abbastanza è ben tenuto ma invaso da diversi alberi caduti; inizialmente è largo mentre successivamente si restringe assai.
Una volta aggirato il rilievo del "Sasso Caldo" si giunge ad un ruscello presso il Fosso dei Tanabetti. In questo punto bisogna fare attenzione perchè il sentiero è veramente poco visibile. Poco prima del ruscello infatti la traccia vira a destra e risale per circa 50 metri costeggiando un area con numerosi piccoli massi ricoperti di muschio che si lasciano alla nostra sinistra.
Superati questi massi si attraversa una canale detritico e si risale il ripido pendio boscoso mantenendo una direzione verso sinistra su terreno smosso e diversi alberi caduti che nascondono spesso la traccia da seguire che comunque è sempre abbastanza confusa.
Man mano che si sale si sente sempre più il rumore di un torrentello che poi appare alla nostra sinistra più in basso. Proseguendo si giunge alla grotta del Dordoio dalla quale scaturisce in abbondanza l'acqua di questo torrentello...grotta nota da sempre ai pastori e di interesse speleologico in quanto si può visitare entrandoci per pochi metri e ammirare una bella cascata sotterranea.
Si prosegue salendo alla destra della grotta per ripido pendio per circa 10 metri per poi deviare a sinistra e traversare a mezza costa (praticamente si aggira la grotta da sopra) fino a trovare una traccia orizzontale a tratti abbastanza visibile in altri nascosta dagli alberi caduti.
Si attraversa un primo scolo detritico e successivamente si trovano un paio di ometti in pietra e un altro scolo detritico più grande. In questo punto siamo al centro del versante ovest detto Lezza Menne proprio sotto la linea della sella che separa le due cime del Balzo della Colonnetta.
Si supera quest'altro scolo dopo di che si inizia a risalire il ripido pendio di erbe e roccette mantenendosi alla sinistra di questo scolo.
Volendo da questo punto si può risalire il versante mirando alla sella da qui già visibile su terreno sempre molto ripido, smosso e caratterizzato dalla presenza di roccette e erba.
Noi abbiamo scelto di andare ancora più a sinistra verso le prime rocce dalle quali inizia la cresta ovest della cima principale...variante più impegnativa ma anche più originale, interessante e meno noiosa.
La cresta, sempre abbastanza ampia, è però fin da subito molto ripida specialmente dalla metà in poi. Le rocce sono disposte a strisce orizzontali intervallate da scalini terrosi come tipico di quasi tutti i monti di questa zona. La difficoltà della cresta non supera il 2° grado per cui non ci sono particolari problemi a salirla ma vista la notevole ripidezza ed esposizione occorre avere molta attenzione specie per alcuni passaggi tenendo sempre presente che non tutte le rocce sono stabili...occorre testarle sempre prima di farci peso!.
L'ultima parte prima di giungere alla cima è la più ripida e conviene salirla a dritto aiutandosi con un alberello li presente.
Arrivati sulla quota principale (939 metri) bellissimo è il panorama che si gode sulla sottostante cresta della Schiena d'Asino che arriva al Balzo Rosso, sul versante est del Balzo Nero e guardando più verso sud su Balzo del Montale, Penna di Lucchio e Memoriante.
Si prosegue seguendo il facile filo di cresta che porta alla seconda quota della Colonnetta (931 metri) passando dalla sella che separa le due cime dalla quale si scenderà successivamente. Dalla sella si segue il facile sentiero fino a Tanabetti (ruderi) dove è presente quello che è considerato il più grande faggio secolare di tutta la Val di Lima. Il sentiero per Tanabetti non presenta difficoltà ma per un breve tratto (circa 30 metri) è invaso dai rovi i quali però possono essere aggirati sia da destra che da sinistra senza problemi.
Da Tanabetti il sentiero torna ad essere un ampio sterrato che fa ritorno alla sella di Renicci dalla quale si fa rientro al punto di partenza percorrendo la stessa via fatta all'andata.
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Sterrato per la sella di Renicci

Dallo sterrato che sale dalla SS12 verso la sella di Renicci veduta della cresta nord del Memoriante
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Sterrato per la sella di Renicci

Veduta a sinistra della Penna di Lucchio e il paese omonimo alla sua base e a destra del Memoriante
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Sella di Renicci

Alla sella di Renicci si va a sinistra e poi in discesa a destra (indicazioni per Vico). Il sentiero è chiamato anche "cammino di San Bartolomeo"
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Cammino di San Bartolomeo

Il sentiero di San Bartolomeo scende dalla Sella di Renicci. Nella foto veduta della parete est del Balzo Nero a sinistra, del Balzo Rosso al centro e Balzo della Colonnetta a destra
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Fosso dei Tanabetti - deviazione a destra

Arrivati al ruscello (Fosso dei Tanabetti) si segue vaghe tracce di sentiero mantenendosi alla destra del corso d'acqua
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Sentiero per la Grotta del Dordoio

Risaliti di poco si attraversa un canaletto detritico e si risale per bosco seguendo le vaghe tracce di questo sentiero con attenzione visti i numerosi alberi caduti presenti
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Grotta del Dordoio

Lungo il sentiero merita la visita presso la Grotta del Dordoio dopo di che si prosegue salendo alla destra della grotta e poi sopra su sentiero assai confuso e poco visibile .
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Sentiero per il versante ovest della Colonnetta (Lezza Menne)

Superata la grotta si traversa a mezza costa seguendo alla meglio la traccia di sentiero da qui più visibile
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Sentiero per il versante ovest della Colonnetta (Lezza Menne)

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Sentiero per il versante ovest della Colonnetta (Lezza Menne)

Arrivati presso un altro canale detritico (due ometti in pietra presenti) lo si supera per poi iniziare a risalire il versante ovest della Colonnetta
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Risalita versante ovest Balzo della Colonnetta

Superato il canaletto detritico si sale senza una via obbligata verso sinistra. In alto a sinistra si inizia ad intravedere la cima principale del nostro monte a destra la seconda cima e al centro la sella che le separa
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Inizio cresta ovest

Si mira alle prime rocce e si inizia a risalire la cresta ovest della cima principale
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Cresta ovest

La cresta, molto ripida, presenta rocce buone ma da testare sempre. La cima da raggiungere è visibile già dal basso
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Cresta ovest

La cresta abbastanza ampia presenta difficoltà massima di 2° grado ma è ripida e a tratti esposta. Presenta rocce scalinate come tipico di questi monti ma da testare di continuo. Ci sono passaggi delicati dati dal tipo di terreno a tratti terroso e quindi scivoloso
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Cresta ovest

Uno sguardo indietro alla cresta che stiamo risalendo
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Cresta ovest

A metà cresta la ripidezza aumenta e alcuni passaggi sono più delicati ma non impossibili
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cresta ovest

Ancora una foto sul ripido versante ovest della Colonnetta e sulla vicina seconda cima
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Cresta ovest

Parte alta della cresta la più ripida. I passaggi vanno scelti con attenzione e testare le rocce visto che alcune tendono a staccarsi
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Prima cima Balzo della Colonnetta (939 metri)

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Verso la seconda cima

Dalla quota principale del Balzo della Colonnetta si percorre la facile cresta verso la seconda quota
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Sella fra le due cime

Si percorre la breve cresta e si arriva alla sella che separa le due cime della Colonnetta. Nella foto bella inquadratura sulla seconda cima
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Seconda cima Balzo della Colonnetta (931 metri)

Veduta della cima principale dalla seconda quota della Colonnetta. Poco a sinistra il Balzo Rosso e la sua cresta sud (Schiena d'Asino)
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Sentiero per Tanabetti

Dalla sella fra le due cime si scende per bosco verso est seguendo un sentiero non segnato ma visibile a parte un tratto di circa 20 metri un pò invaso dai rovi ma aggirabile. Nella foto si vede la seconda cima della Colonnetta e a destra il bosco da dove passa il sentiero che inizia dalla sella
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Tanabetti

Si passa dalla località Tanabetti (ruderi) punto di transito per i Balzi della Colonnetta e Rosso. Nei pressi dei ruderi si trova un gigantesco faggio monumentale che dice essere il più grande della provincia di Pistoia.
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Sentiero Tanabetti - Renicci

La cresta sud ovest del Balzo della Colonnetta

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